Perché a maggio abbia deciso di partire per il Cammino di Santiago ancora non l’ho capito neanche io ma una cosa è sicura: è stata l’esperienza più bella della mia vita.

Il Cammino è per ciascuno di noi un’esperienza unica, nessuna considerazione a priori può essere valida per tutti: ciò che è stato per me, può essere per altri l’esatto contrario. In questo post vorrei dare solo alcuni consigli tecnici a chi, come me, è un pellegrino del tipo “tutto sotto controllo” ma se preferite potrete fare come dice il mio amico Giuseppe: “partite come il calabrone, che per la scienza ha una forma che non consente il volo, ma lui non lo sa e vola ugualmente”. Solo camminando saprete se riuscirete ad arrivare in fondo. Se vi sentite calabroni partite, se invece siete un po’ più maniaci del controllo, ecco qui di seguito qualche consiglio per voi.

 

1. Comprate una guida sul Cammino di Santiago e leggetela tutta

Io ho preso la più classica delle italiane Guida al Cammino di Santiago de Compostela, Terre di Mezzo Editore. Se riuscite, trasferite le mappe sul cellulare, in modo da ridurre il peso ed averle comunque a portata di mano lungo il percorso. Per gli ultimi 100 km, segnatevi per bene città e ostelli perché a causa dei tantissimi oratori in giro si può avere difficoltà a trovare un letto.

 

2. Definite un obbiettivo giornaliero: quanti km percorrere? Da dove partire?

Io avevo solo 3 settimane di tempo a disposizione e conoscevo i miei limiti: con la consapevolezza di non poter percorrere 40 km al giorno, ossia quelli necessari per poter fare il cammino completo in 20 giorni, mi sono data un obiettivo giornaliero di 25 Km, scegliendo di partire da Burgos, a 500 km da Santiago. E’ una buona distanza da percorrere, che vi consiglio se non siete dei grandi camminatori, se non volete ammazzarvi di fatica e volete gustarvi un po’ il percorso. Ricordatevi di studiare le distanze sulla carta, tenendo in considerazione le pendenze.

3. Organizzate gli spostamenti

Io ho scelto di volare con Ryanair partendo da Bergamo: andata diretta su Vitoria-Gasteiz, ritorno diretto da Santiago. Burgos non ha il proprio aeroporto ma il collegamento da Vitoria-Gasteiz è molto comodo: fuori dall’aeroporto si può prendere l’autobus di linea (il biglietto si fa a bordo e ha un costo di 3 €) che porta alla Stazione degli Autobus regionali; da lì con Alsa (il biglietto si fa a bordo e ha un costo di 8,78 €) in 1h:45’ si arriva nel centro di Burgos. Vi consiglio di scaricare l’app di Alsa perché, qualora sul cammino aveste l’esigenza di saltare delle tappe, potrete trovare numerosi collegamenti sostitutivi.

 

4. Prenotate un alloggio per la prima notte

Soprattutto se arrivate verso sera, il consiglio è quello di prenotare in anticipo un posto dove passare la notte. Io, tramite Booking.com, ho prenotato la prima notte all’Hostel Burgos, scoprendo tra l’altro, all’arrivo, che era proprio sopra la stazione degli autobus.

 

5. Il dilemma: partire da soli o partire con amici?

Io sono partita con una grande amica, Alessia, e rifarei la stessa cosa, ma vi assicuro che anche da soli l’esperienza sarà fantastica: “You’ll never walk alone!”

 

6. Zaino: cosa portare?

Niente. Scherzi a parte, tutto quello che metterete nello zaino peserà sulle vostre spalle e sui vostri piedi e durante il viaggio e vi renderete presto conto che non avete veramente bisogno di tutta quella roba.

 

ATTREZZATURA PER IL CAMMINO DI SANTIAGO

A Cammino concluso, se dovessi ripartire (in estate), mi organizzerei così:

  • Zaino: max 35 litri, con involucro antipioggia. Io avevo questo, con schienale ventilato, tasche laterali e tasca centrale morbida ma suggerirei un modello con cerniera davanti per l’accesso allo scomparto basso, dove mettere il sacco a pelo per non dover rigirare tutto il contenuto ogni giorno.
  • Acqua da bere … dove metterla? Deve essere di facile accesso, non potete togliervi lo zaino tutte le volte. Alessia ha optato per la sacca morbida con la “cannuccia”, che a me è stata prestata lungo il percorso, ma a posteriori avrei preferito un porta borraccia da agganciare allo zaino, in modo da comprare le bottigliette d’acqua senza doverle travasare.
  • Sacco a pelo, si, anche d’estate. A volte la sera fa freschino e se fa caldo basta non usarlo, l’importante è che sia leggero: il mio, con interno in cotone, pesava 800 g ma se siete disposti a spendere qualcosina in più, sicuramente ne potete trovare di più leggeri. Portatevi anche una federa per coprire i cuscini degli ostelli, che sia abbastanza lunga perché i cuscini spagnoli sono più lunghi che larghi.
  • Bastoncini da trekking!!! O siete gran camminatori, oppure sono FONDAMENTALI, non si discute!!! Se andate in aereo sarete costretti ad imbarcare lo zaino oppure potete comprarli là.
  • Scarpe: io ne avevo un paio da escursionismo della Marrel che, a parte un piccolo difetto di una cucitura, si sono dimostrate delle scarpe perfette, anche in caso di pioggia. Per chiudere l’argomento scarpe, c’è chi dice che sia meglio portare almeno due paia di scarpe chiuse, di modelli diversi, per alternarle, in modo da evitare di sviluppare vesciche, ma qui dipende da quanto peso avete nello zaino.
  • Sandali: i miei non andavano bene, mi hanno fatto venire la tendinite; la mia compagna invece ne aveva un paio di Teva, che le hanno consentito di fare tutto il percorso senza problemi
  • Infradito per la doccia e per la sera, anche se c’era chi usava sempre gli stessi sandali.
  • Giacca antipioggia in goretex, leggera e comoda, certo costosa ma è una sicurezza.
  • 2 magliette tecniche a maniche corte per il giorno e 2 magliette in cotone leggero a maniche corte per la sera/notte;
  • 2 pantaloni tecnici divisibili al ginocchio e 2 pantaloni in cotone leggero per la sera/notte (io ne avevo uno lungo e uno corto);
  • 3 cambi di intimo;
  • 3 paia di calzini tecnici senza cuciture "alla caviglia" (con i fantasmini si infila il terriccio all’altezza della caviglia e graffia). Se vi è possibile, meglio scegliere i calzini con le dita, per impedire lo sfregamento tra un dito e l’altro; io ho preso questi e li ho trovati ottimi;
  • 1 micropile: la mattina e la sera spesso fa freschino;
  • 1 foulard che possa essere usato sia come copricapo che come sciarpa a seconda del clima;
  • 1 costume da bagno: capita di trovare piscine, e una bella nuotata è rigenerante;
  • 1 asciugamano in microfibra;
  • Come beauty-case non è necessario portare la classica bustina; tenete tutto sciolto nelle tasche dello zaino. Gli essenziali sono: dentifricio, spazzolino, filo interdentale, spazzola (se a differenza mia che ho i capelli corti ne avete bisogno), crema solare e doposole (io avevo un gel all’aloe multiuso), crema defatigante al mentolo per piedi e gambe, boccetta di shampoo/doccia che abbia anche un gancio per essere appeso (poichè difficilmente abbiamo trovato il portasapone nelle docce) e un sapone di Marsiglia per i vestiti. Per stendere il bucato invece non è necessario nulla, ovunque trovate un angolo con stendini e mollette.
  • Farmaci: a parte gli eventuali farmaci personali, io ho portato solo un analgesico; qualcuno l’ho comprato durante il viaggio. Non caricate lo zaino, le farmacie sono ovunque: portate eventualmente una buona scorta di cerottini Compeed di forme e dimensioni diverse, garze, una soluzione cutanea per la pulizia e la disinfezione della cute, ago e filo per le vesciche, perché "là, dove la domanda è alta, il prezzo è altissimo". Non dimenticate forbicine, tronchesino e limetta per la pedicure e portatevi della vaselina da mettere la mattina prima di partire e i separadita per la pedicure, per rilassare i piedi quando siete sdraiati in relax. A metà strada ho avuto un simpatico inconveniente, per cui ho dovuto comprare uno spray antipulci/cimici, prese su un bel materasso di un ostello: niente paura, basta una doccia calda e un bucato a 60° in lavatrice, dopo aver trattato tutti gli abiti trattati con lo spray. Da quel momento in poi, lo spray è stato usato in via preventiva sempre su tutti i materassi.
  • Per completare il necessario: uno zainetto ripiegabile, una piccola borsetta per il portafoglio (soldi, carte di credito e documenti), occhiali da sole, fazzolettini di carta, salviettine, una penna e la credenziale, da tenere sempre a portata di mano.

Non portatevi libri o giochi: alla sera o si chiacchiera o ci si riposa.

Il mio zaino pesava complessivamente 7 Kg più il peso dell’acqua (ma specifico che all’interno avevo delle cose che successivamente ho reputate inutili e che quindi non ho elencato).

 

LA GIORNATA TIPO LUNGO IL CAMMINO DI SANTIAGO

La nostra sveglia suonava alle 5:00, orario che ci consentiva di essere in strada alle 5:30 / 5:45 (salvo quando gli ostelli aprivano alle 6:00).

Partivamo a stomaco vuoto, o con qualche biscotto, per poi fermarci dopo una decina di km per fare una colazione sostanziosa: solitamente 2 uova fritte, pane tostato con marmellata, tè/caffè e spremuta d’arancia (solitamente, spesa massima 5 €).

Il cammino proseguiva fino alle ore 14:00 / 14:30 circa, in cui inserivamo qualche breve sosta lungo la strada per comprare da bere e andare in bagno.

Dopodiché, ricerca dell’ostello. Il prezzo di un letto (a castello) solitamente varia tra 5 € e 10 € a persona. Una volta ci siamo concesse una camera doppia, con bagno in comune, ed abbiamo speso 15 € . Dopo esserci sistemate, ossia dopo aver srotolato il sacco a pelo ☺, seguivano doccia, pedicure, medicazioni varie e un po’ di riposo (massimo 1 ora di sonno per non rovinarsi la serata).

Dopo un po’ di tempo libero (in cui io scrivevo un diario) ed un piccolo spuntino, seguiva un aperitivo con birra media e patatine oppure un’insalata (5 €). Verso le 19:30 cena, 4 chiacchiere con gli altri pellegrini e poi a dormire alle 22:00 circa.

Per quanto riguarda la cena, a volte è proposta negli ostelli a prezzi modici, oppure si possono scegliere dei ristorantini dove non abbiamo mai speso più di 15 €.

Una nota per quanto riguarda gli ostelli: controllate sempre orari di apertura e chiusura. Alcuni (di solito quelli molto grandi) non aprono prima delle 6.00 e chiudono alle 22.00; se volete fare tardi o meglio, partire presto la mattina, non sono adatti. In alcuni paesi non c’è però molta scelta.

Nel prossimo articolo, presto in arrivo, il percorso completo e le tappe del mio Cammino di Santiago.