6 Agosto 2013

Se penso a Budapest penso al caldo. Quel caldo afoso che non ti lascia respirare, che ti rende stanco, lento, affaticato.

Forse è un controsenso se si pensa che le temperature, d’ inverno, per una o due settimane, possono raggiungere i -20° C. Ma in questi giorni a Budapest si è registrato un caldo record, con temperature sopra ai 37° C: decine di veicoli dei servizi comunali versano acqua per le strade e sulle arterie principali vengono distribuite bottiglie d’ acqua ai passanti. È impossibile camminare per più di 15 minuti senza bere e riposarsi, cercando riparo dal sole. Arriviamo a Budapest alle 3 del pomeriggio, quando il termometro segna 42°C: ci sistemiamo in un appartamento che abbiamo trovato in periferia e poi facciamo un primo giro perlustrativo della città. Budapest é maestosa, imponente, affascinante, carica di storia e impregnata di arte.

“Buapest è la più bella cittá del Danubio […] con una robusta sostanza una vitalità sconosciuta alla rivale austriaca (Vienna). Budapest da la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un’ imponenza da città protagonista della storia.” (Danubio, Claudio Magris, 1986)

Nata dall’ unione delle cittá di Buda e Obuda, situate sulla sponda Ovest del Danubio, e la cittá di Pest, situata sulla sponda orientale, è sempre stata il punto di collegamento tra il mondo d’oriente e quello d’occidente, con un connubio di fascino e imponenza. Nell’ architettura della sua cittá si integrano meravigliosamente edifici romanici e liberty, gotici, neogotici, classicisti e moderni, rendendola così una delle capitali più eclettiche d’Europa.

7 Agosto 2013

In un soggiorno a Budapest, pur breve che sia, sarebbe un’ eresia non concedersi una giornata di relax alle terme. Già duemila anni fa le acque termali di Budapest furono sfruttate ai legionari dell’Impero Romano: secondo le cronache dell’epoca sorgevano allora già 14 siti termali. La maggior parte delle terme oggi in uso fu fondata dai turchi e si trova principalmente nel centro della città.

Con una portata di 70 milioni di litri che provengono da 118 sorgenti naturali e pozzi, ci troviamo davanti ad una realtà unica a livello mondiale. Ci rechiamo alle terme di Szechenyi, le prime terme di Pest e il più grande complesso in Europa, che racchiudono la cultura termale romana, greca e nordeuropea. Il costo per l’accesso è piuttosto ridotto e questo fa si che le terme rimangano anche un servizio pubblico; l’impressione è confermata anche entrando all’interno della struttura, dove quasi ci si dimentica di essere un una grande capitale europea respirando un fascino quasi mediorientale.

Nella parte interna, quella coperta, si susseguono grandi vasche di acqua termale a diverse temperature, dalla più fredda a 18°C alla più calda a 40°C, bagni turchi (anche aromatizzati al mentolo e alla camomilla) e saune.

All’esterno tre grandi vasche occupano una corte centrale del grande edificio in stile eclettico, costruito tra il 1909 e il 1913 e ampliato nel 1927.

Restiamo in ammollo fino alle 6 del pomeriggio, mentre il caldo continua ad essere fastidioso anche mentre siamo all’interno delle vasche all’aperto.

Verso sera, rigorosamente quando il sole ha cominciato ad abbassarsi, proseguiamo il nostro giro per le vie della città. Incontriamo il Castello di Vajdahunyad, poi la Piazza degli Eroi con il grande monumento costruito in occasione dei mille anni dalla conquista della patria da parte degli Ungheresi, tra il 1896 e il 1929; di fronte la Galleria d’Arte, in stile eclettico, con ricche decorazioni in ceramiche policrome; più avanti il Teatro dell’Opera.

I ristoranti si sono attrezzati con vaporizzatori e ventilatori per rinfrescare la gente seduta ai tavoli; i passanti camminano per le strade con in mano grandi bottiglie d’acqua. Questa sera mangiamo da Zeller Bistro, un piccolo locale accogliente dove assaggiamo un’ottima cena tipica, immersi in una confortevole atmosfera: ci servono spumante di sambuco come aperitivo, come antipasto un misto di salumi locali, e poi pollo ai peperoni con contorno di spatzle e uovo e uno spezzatino con canederli; come dolce una torta alle carote e cannella con una deliziosa glassa alla vaniglia.

Con la metro torniamo al nostro appartamento, dove ci addormentiamo al ritmico rumore del ventilatore.

8 Agosto 2013

Oggi dobbiamo trasferirci dalla periferia al centro città: siamo pronti per riprendere la visita nel primo pomeriggio. Scegliamo di visitare subito, durante le ore più calde, la Grande Sinagoga in via Dohany, costruita tra il 1854 e il 1859 in stile romanico con elementi moresco-bizzantini: è la più grande sinagoga d’Europa ancora adibita al culto.

Gli interni sono splendidi, e capaci di ospitare 2964 posti a sedere.

Nel giardino interno è situato l’Albero della Vita: un grande salice piangente argentato sulle cui foglie sono incisi i nomi delle vittime ungheresi dell’olocausto.

Dopo la visita alla sinagoga proviamo a proseguire il tour per le vie della città, ma dopo pochi minuti siamo costretti a rifugiarci dentro alla University Church.

Dopo esserci ripresi decidiamo di tornare alla nostra camera e di uscire verso sera, quando il caldo sarà più sopportabile, facendo prima tappa al Mercato Generale, dove compriamo un po’ di frutta fresca.

È una grande struttura in ferro, luminosa, ampia e ricca di merci di ogni genere. Quando la sera, verso le 7, ritorniamo in strada, l’ aria è ancora molto calda. Ci dirigiamo verso il Ponte Elisabetta che attraversa il tratto di fiume più stretto di Budapest: una grande struttura con una campata di 290 metri che gli ha concesso, fino al 1926, di detenere il primato mondiale di ponte con la maggior estensione in tensione.

Il ponte originale andò perduto nel 1945, quando i tedeschi distrussero con i bombardamenti tutti e sette i ponti di Budapest, ma tra il 1961 e il 1964 venne costruito il nuovo ponte a cavi, innestato sui vecchi pilastri. Attraversiamo il Danubio e lo costeggiamo fino ad arrivare al Ponte delle Catene, uno dei simboli della città e primo ponte fisso costruito per collegare le due parti divise dal fiume.

Distrutto anch’esso dalle truppe di Hitler, venne ricostruito nel 1949.

Torniamo nel centro, attraversando il Parco Elisabetta e dopo cena arriviamo alla meravigliosa Basilica di Santo Stefano, voluta nel 1845 per essere la chiesa più grande della capitale.

Rientriamo al nostro alloggio per l’ ultima e calda notte a Budapest. 

9 Agosto 2013

La mattina ci alziamo presto, con la speranza di riuscire a visitare laCittadella prima che il sole e il caldo rendano invivibili le strade. Raggiungiamo il monte Gellèrt per le 9.00, dove si erge la fortezza, lunga circa 220 metri e larga fino a 60, con mura alte tra i 12 e i 16 metri, e da dove si gode di una meravigliosa vista sulla città che si sta svegliando, con i due ponti storici che attraversano imperturbati il Danubio.

Sulla punta della collina, verso il fiume, domina il complesso monumentale con la statua della liberazione.

Alle 10.30 lasciamo Budapest, con il termometro che segna 36°C.

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