Quando passeggi per le strade di Hoi An puoi immergerti in un'atmosfera accogliente e perderti tra i colori delle stoffe delle decine e decine di botteghe che confezionano abiti su misura, puoi addentrarti nei vicoli della città vecchia, tra la magia delle lanterne, alla ricerca dei magnifici edifici storici, tra le case coloniali, i templi dai colori sgargianti e le pagode, puoi fare un giro in barca lungo il fiume Thu Bon e calare una candela nelle sue acque quando il sole è tramontato.

Quando l'agenzia di viaggi mi ha proposto di volare da Hoi An a Saigon, ho pensato più volte se accettare o meno. Insomma ci sarebbero volute un paio d'ore anziché quasi un giorno, che avrei impiegato se avessi scelto di scendere in treno. Ma poi, un pó per il mio poco amore per gli aerei, un pó perché ero curiosa di capire cosa c'era in tutto quel tratto di costa del Vietnam che nessuno visita mai, di cui avevo fatto fatica a trovare informazioni anche sul web durante le mie ricerche prima della partenza, ho deciso di acquistare tre biglietti per le tratte Danan - Dieu Tri - Thap Cham - Saigon.

Un territorio affascinante, costituito da centinaia di montagne calcaree che si ergono su di una pianura paludosa coperta da risaie o da torrenti, che ospita dei sistemi di grotte meravigliosi, alcuni dei quali sono visitabili salendo su piccole imbarcazioni a remi. La morfologia di quest'area è simile a quella della Baia di Ha Long, ma senza essere sommersa d'acqua.

All'estremo nord del paese, al confine con la Cina, si estende una delle aree più affascinanti del Vietnam, un posto dove il tempo sembra essersi fermato e dove i diversi gruppi etnici vivono ancora secondo i propri usi e le proprie tradizioni: la provincia di Ha Giang. Abitato per il 90% da minoranze etniche, è il territorio che si estende tra meravigliose vallate coltivate da cui emergono colline calcaree e montagne impervie, rivestite da fitta vegetazione.

Al ritorno da SaPa, facciamo nuovamente tappa ad Hanoi, la città sull'ansa del fiume, capitale del Vietnam dal 1945, per visitare alcuni degli scenari interessanti che la città ha da offrire. Dopo esserci già addentrati nel quartiere vecchio, con i suoi incredibili vicoli brulicanti di vita, ci dirigiamo nella zona ovest, quella compresa tra la ferrovia e il grande lago.

La leggenda narra che un giorno, un drago che viveva sulle montagne si lanciò verso la costa e con la coda scavò valli e crepacci; poi, quando si immerse nel mare, i buchi si riempirono d'acqua, lasciando visibili solo le punte più alte. Halong significa "dove il drago scende nel mare"; la baia incantata, dichiarata patrimonio dell'Umanità dall' Unesco nel 1994, è composta da oltre 2000 formazioni rocciose, di cui 969 sono state riconosciute come isole, e si estende per un'area di 1553 km quadrati, dentro alle acque del Golfo del Tonchino.

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