Dal 31 Gennaio 2016 al 13 Febbraio 2016, Grazie all’associazione Circuiti Dinamici, io e altri giovani artisti, abbiamo avuto l’opportunità di riproporre una mostra ideata durante un progetto Erasmus, che ha avuto luogo a Cluj-Napoca, in Romania, durante il mese di luglio del 2015.

 

Rimettersi in gioco con i ragazzi che con me hanno vissuto questa fantastica esperienza, è stato in qualche modo come fare un piccolo salto indietro nel tempo.

FORMA E LUCE: queste erano state le linee guida per lo sviluppo dei nostri progetti

L'assimilazione e l'accomodamento: il nostro pensiero viaggiava libero tra questi due parametri che aiutavano la nostra creatività a trovare una giusta collocazione in ciò che vedevamo, fosse stato esso lo spazio assoluto che quello esistenziale. Il luogo naturale e il luogo artificiale alternavano così le forme, attraverso la luce e l'ombra che logicamente il nostro occhio ha saputo elaborare e l'invisibile della nostra fisicità organica ha saputo plasmare. 

In questa esperienza la collaborazione è stata essenziale: ci ha aiutato molto sia durante la fase di sviluppo dei progetti che successivamente per la realizzazione delle installazioni.

Devo ammettere che è stata una corsa contro il tempo: a Cluj, per la fase di ideazione e realizzazione dell’opera abbiamo avuto a disposizione solo 10 giorni, e nella fase di allestimento della mostra presso la sede di Circuiti Dinamici i tempi sono stati ancora più ristretti, poiché per motivi organizzativi, tutto il materiale doveva essere pronto in pochissimo tempo.

In tre giorni le foto sono state stampate sui supporti più disparati (le foto di Raoul Paietta, ad esempio, sono state stampate su piastrelle in ceramica) e anche le cornici sono state progettate e realizzate appositamente per ogni opera!

Non dimentichiamoci del lavoro che abbiamo creato io e Pierre Feniello: questo ha una storia a parte. E’ una foto di grandi dimensioni, 70x230 cm, successivamente dipinta ai tempi del workshop in Romania! Il trasporto in aereo non era possibile, quindi ci adoperammo per trovare una spedizione postale che potesse recapitare l'opera in Italia sana e salva…e qualche mese dopo arrivò.

Non essendo una comune fotografia abbiamo deciso di renderla ancora più insolita.

La progettazione dell'installazione è stata pensata a lungo e alla fine abbiamo creato una struttura autoportante che permette la retroilluminazione della foto e che consente di guardarla…solo se ci si sdraia per terra!

E così è arrivato il momento dell’inaugurazione.

Un po’ di imbarazzo, molte risate e soprattutto tantissima gente, più di quella che ci aspettavamo arrivasse!

La soddisfazione più grande non è stata tanto nei complimenti, che inevitabilmente arrivano per lo meno dalle persone più vicine, ma nell’osservare i volti delle persone che, guardando il tuo lavoro, si soffermano più di qualche veloce istante…e questo vuol dire che forse gli hai lasciato qualcosa dentro.


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