Emma, Edoardo e Riccardo sono tre supereroi, ma infondo è la fantasia il vero superpotere di tutti i bambini.


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29 Settembre 2018

Ore 16.30, presa a lavare gli ultimi piatti dell’affollato pranzo del sabato, sento degli schiamazzi che rompono il silenzio del pomeriggio in quota. Mi affaccio alla finestrella della baita e vedo spuntare dal sentiero tre piccoli avventurieri, ognuno con un bastone più alto di loro, senza un minimo di fiatone e con alle spalle i genitori sfiancati dalla salita (e forse anche un po’ dal troppo entusiasmo dei bimbi). Edoardo, Riccardo ed Emma, cinque anni la più piccola, nove il più grande, residenti a Milano centro, alla seconda esperienza in montagna. Nonostante le quattro ore di camminata e circa 900 metri di dislivello, arrivati in baita, la stanchezza non è contemplata, troppa è la curiosità e l’eccitazione per questo posto nuovo, così diverso dalla loro città; c’è ancora tutto da scoprire.
Senza un attimo di esitazione, la prima tappa dell’avventura è il pollaio: un luogo sconosciuto, nato, secondo loro, per rincorrere le galline. Dopo il pollaio è il turno delle caprette, un po’ più diffidenti nei loro confronti. Tre bambini urlanti ed iperattivi spaventerebbero chiunque, ma basta un pezzo di pane secco per rendere felici anche loro.


I genitori intanto, stanchi ed esausti, vorrebbero scattare qualche foto da inviare a parenti ed amici, per mostrare che dopo una lunga camminata sono arrivati in vetta. Ma non c’è affatto tempo per mettersi in posa, l’intera baita è ancora da esplorare. Così, dopo un rapido (e sempre chiassoso) giro di ricognizione, i tre bimbi diventano supereroi, con la baita come quartier generale, il terrazzino come carcere e il tavolo esterno come campo base dei genitori, ovviamente loro acerrimi nemici.


Edoardo, da normale bambino di quarta elementare, si trasforma nel capo brigata, con il letto come suo ufficio e il potere della super intelligenza, Riccardo, avendo il potere dell’invisibilità, diventa chiaramente la spia del gruppo e la piccola Emma, dalla comoda sedia a dondolo, ha il potere di tenere a bada gli animi troppo eccitati dei due amici (probabilmente il potere più impegnativo di tutti).
Io, che non sono genitore, quindi non sono nemico, e che non sono nemmeno un supereroe, vengo confinata sul terrazzino con solamente un libro da leggere, in attesa di una decisione sulle mie sorti. Pazzesco quanto possano essere crudeli tre bambini con i superpoteri!
Dopo qualche minuto di attesa, e soprattutto dopo aver capito che i superpoteri non sconfiggono la fame dovuta alla camminata, si è deciso che avevo il superpotere di preparare la merenda. E così, davanti a un latte e nesquik e del pane con marmellata, siamo di nuovo tutti amici e anche i genitori, nel frattempo saliti in baita, non sono più così cattivi come prima.
Ciò che mi ha stupita di quest’esperienza non è stato tanto vedere la curiosità o la frenesia dei bimbi, anzi è così che dovrebbe essere… Ma ultimamente siamo troppo abituati a vedere non solo gli adulti, ma anche i bambini costantemente di fronte agli schermi dei tablet, delle tv o degli smartphone, pare che dei genitori trovino in questi mezzi i nuovi babysitter per tenere a bada i loro figli. Ci stiamo abituando a crescere bambini totalmente alienati dalla realtà, dipendenti da cartoni animati e giochi per smartphone, oltretutto non sempre così educativi.


La bellezza di quest’esperienza è stata vedere invece come, anche in questo caso, la tecnologia non è strettamente necessaria per far sì che tre bambini si divertano e si emozionino: basta un posto nuovo tutto per loro in cui lasciar liberi la curiosità e lo stupore. Perché Emma, Edoardo e Riccardo sono tre supereroi, ma infondo è la fantasia il vero superpotere di tutti i bambini.


Didascalia Foto
“Giuseppe... Ha una casa bella in cui vive ma ospita persone sconosciute. Quando escono per tornare sono tutti amici”

Lo spirito di famiglia, di amicizia e di serenità descritti dalle semplici parole di uno dei bambini saliti all’Alpe Sattal  


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