Quarto giorno all’Alpe Sattal. Dove si trova? Alagna Valsesia, l’ultimo paese della provincia di Vercelli e della Valsesia, ai piedi del Monte Rosa.


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25 Settembre 2018

Lasci la macchina e poi su per un sentiero che, con due ore di camminata, ti porta su di un cocuzzolo non più ai piedi, ma bensì di fronte al Monte Rosa, in cui la vista panoramica, su tutta la valle di Alagna, lascia senza fiato. Sulla sinistra la perla della Valsesia: la Val d’Oro, poi la valle e le piste di Pianalunga, di fronte si vedono le nevi perenni del Monte Rosa e alle spalle l’impervia cima del Tagliaferro. Insomma, bellezza e natura a 360 gradi e, al centro di tutto questo, una piccola baita in pietra, apparentemente isolata dal mondo… Apparentemente perché dopo quattro giorni di permanenza ho già conosciuto persone di Milano, di Monza, della provincia di Como, di quella di Novara e di Vercelli. Tutt’altro che “luogo da eremita” isolato dalla civiltà. La bellezza e il valore aggiunto, che non solo questo posto ma che la montagna in generale possiede, è che dopo due ore di cammino e fatica chi si ritrova a pranzare o a pernottare all’alpe diventa amico, felice di condividere con gli altri le proprie impressioni sul luogo, sul com’è stata la salita, per finire col condividere le proprie esperienze di vita in generale. Ti ritrovi quindi seduta al tavolo insieme ad un imprenditore milanese alle prese con la gestione delle figlie adolescenti a sua detta “troppo libertine”, con una coppia di sposini dal passato metal, ora entrambi assistenti sociali, e con un gruppo di amici della Brianza in fuga dal caos cittadino.

 
Così tra un bicchiere di vino e un piatto di polenta si parla delle app che ti permettono di tenere sotto controllo il cellulare delle figlie, di come in alcune comunità di recupero anche il caffè può diventare una droga, da tenere quindi sotto chiave, di come Milano sia una città estremamente costosa. Tutto questo a 2000 metri di altitudine, nel cuore di una piccola valle delle Alpi, dove ci si aspetta di trovare solo il rumore dei campanelli delle pecore, l’odore del formaggio, qualche pastore e il freddo dell’autunno che avanza. 


Intanto fuori c’è il vento, ci sono le stelle e le nuvole, che da valle salgono creando un vero e proprio mare bianco, dal quale solo il cocuzzolo e le cime più alte ne sono fuori. Dentro la baita si avverte il calore del legno che arde, il rumore delle posate, dei bicchieri e il calore delle persone, che per un giorno diventano una grande famiglia nella quale, esperienze opposte si fondono, arricchendo un po’ di più tutti quanti. 


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