26 Giugno 2011. La notte ad Hveravellir è stata fredda. Quando ci alziamo il vento è talmente forte che abbiamo difficoltà a smontare la tenda. Vado a lavarmi i denti con l’acqua ghiacciata e non potabile del bagno allestito dentro ad un container, cercando di non bagnarmi troppo ne il viso ne le mani, per non congelare. Davanti alla casetta di legno della reception, al riparo dal vento, c’è già l’autista dell’autobus che ci informa che la partenza per Akureyri è prevista entro 10 minuti.

Quinto giorno.

Carichiamo gli zaini sull’autobus, dopo una colazione davanti alla tenda, e partiamo da Kerlongafjöll in direzione nord. Il viaggio dura circa un’ora se non sbaglio, ma non riesco a quantificare i chilometri che percorriamo; forse perché l’autobus andava davvero piano percorrendo quella stradina sterrata in mezzo al nulla.

Ripensare e scrivere del viaggio tra Islanda e Groenlandia, dopo quasi quattro anni fa uno strano effetto. Non so cosa mi abbia convinto a partire, ma posso dire con certezza, e con il senno di poi, che è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Quando sono tornata mi sentivo diversa: non mi sembrava semplicemente di aver fatto un viaggio; era cambiato qualcosa.

Viaggi a Tema

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